Movimento Radicale / Notizie / Fine vita: continua la battaglia della Coscioni per la libertà
Torna in Commissione al Senato il disegno di legge liberticida proposto dalla maggioranza. La rinuncia alla trattazione in plenaria non è un caso, ma il frutto maturo della mobilitazione nazionale che ha visto i compagni dell'Associazione Luca Coscioni in prima linea. Oltre 25.000 cittadini hanno risposto all’appello tra il 6 e il 19 aprile, chiedendo a gran voce il ritiro di un testo che, se approvato, avrebbe rappresentato un barbaro salto all'indietro. Non una legge di libertà, ma un tentativo di cancellare per via legislativa i diritti faticosamente conquistati nelle aule di giustizia grazie alle sentenze della Corte Costituzionale. Per il Movimento Radicale, così come per i compagni della Coscioni, non è accettabile alcun compromesso al ribasso. Una legge sul fine vita deve essere uno strumento di autodeterminazione, non una gabbia burocratica. Esigiamo:
Sottoscriviamo pienamente l’analisi del compagno Marco Cappato: il ritiro del testo della maggioranza è la condizione necessaria per liberare il Parlamento dai diktat di partito e permettere una discussione che non sia un insulto alla dignità umana. Non permetteremo che proposte "di mediazione", come quella del Senatore Zanettin, diventino il pretesto per depotenziare tutele già esistenti da sette anni.
La nostra azione non si ferma ai palazzi romani. Sosteniamo con forza le iniziative popolari per la legge “Liberi Subito” in Piemonte, Lazio, Lombardia e Calabria, seguendo l'esempio di Toscana e Sardegna.
Le Regioni hanno la piena competenza e il dovere morale di definire le modalità di attuazione del diritto all'aiuto medico alla morte volontaria. Continueremo a lottare affinché ogni individuo sia l'unico padrone della propria esistenza, fino all'ultimo istante.