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Più Europa, occupata la sede nazionale: l’auspicio di un confronto che non zittisca nessuno

 

La tensione interna a Più Europa è esplosa definitivamente nella mattinata di oggi. Con un annuncio che ha scosso gli animi, il compagno Matteo Hallissey, insieme a un gruppo di altri compagni e militanti del partito, ha dato il via all'occupazione della sede nazionale: un'azione di rottura forte, eclatante, pensata per accendere i riflettori su un malessere interno non più sostenibile e per chiedere a gran voce trasparenza e democrazia interna.

 

Il dibattito si è infiammato immediatamente sia all'interno dei locali occupati sia sui canali di comunicazione in rete. Nelle ore successive, un peso politico notevole si è aggiunto alla discussione: l'ex presidente del partito, Benedetto Della Vedova, è intervenuto su Facebook condividendo un video in cui esprime esplicitamente il proprio accordo con Hallissey. Della Vedova ha chiesto una convocazione rapida dell'Assemblea e l'avvio immediato di un percorso che conduca in tempi brevi a un nuovo Congresso.

 

Il valore di Più Europa nella galassia radicale

 

Per il Movimento Radicale - Movimento d'Azione, assistere a questi fatti non significa semplicemente osservare la cronaca di un partito qualsiasi. Più Europa non è una forza politica qualunque: è una componente essenziale e vitale della galassia radicale.

 

Un presidio fondamentale: Più Europa rappresenta oggi l'unico partito della nostra area culturale e politica a essere presente in Parlamento in quanto tale.

Questa specificità conferisce al partito la responsabilità di essere l'amplificatore istituzionale delle battaglie storiche e attuali su diritti civili, laicità, europeismo federale e libertà economiche. Una crisi profonda di Più Europa rischia di indebolire la voce di tutti i radicali nei palazzi del potere.

 

La nostra posizione: superare la crisi senza bavagli

 

L'occupazione della sede è ormai un fatto compiuto e le parole di Della Vedova dimostrano come la richiesta di una svolta democratica attraversi trasversalmente il partito. Nel DNA della cultura radicale, la contestazione e la sconsacrazione dei luoghi del potere – anche dei propri – sono strumenti storici per scuotere le coscienze e pretendere ascolto. Ora, però, si apre la fase più delicata: quella della gestione politica di questa crisi.

 

Il nostro auspicio è che si trovi una via d'uscita rapida, ma che sia una soluzione reale e non di facciata. Soprattutto, deve essere una soluzione che non zittisce nessuno:

  • No alle epurazioni o al silenzio - Il dissenso non va soffocato, né si può pensare di risolvere la questione ignorando le richieste dei militanti e di autorevoli esponenti.
  • Sì a un confronto democratico e congressuale - Le ragioni che hanno spinto Hallissey e gli altri compagni al gesto di stamattina, unite alla proposta di Benedetto Della Vedova per un percorso congressuale celere, meritano un'aula di dibattito franca, aperta e priva di pregiudizi.

Ci auguriamo che Più Europa riesca a superare questa tempesta interna attraverso la democrazia, uscendo più forte e non più frammentata. La galassia radicale ha bisogno di un partito solido, unito e autenticamente democratico per continuare a dare battaglia in Parlamento.


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