Movimento Radicale / Notizie / L'ultimo viaggio di Christian, con i compagni della Coscioni per la libertà di scelta: "Liberi Subito"!
Il 18 maggio scorso, nella sua casa, si è spento Christian. Aveva 55 anni e dal 1999 conviveva con una sclerosi multipla che, passo dopo passo, aveva tentato di sottrargli tutto, ma non la dignità e la sovranità sul proprio corpo. Lo scorso febbraio Christian aveva chiesto ufficialmente alla propria Asl di poter accedere al suicidio assistito. A renderlo noto sono i compagni dell'Associazione Luca Coscioni, a cui l'uomo si era rivolto per far valere un diritto che in Italia resta troppo spesso un percorso a ostacoli burocratico e ideologico. Quello di Christian è il terzo caso in Lombardia e il diciassettesimo a livello nazionale. Diciassette persone che hanno dovuto lottare non solo contro la malattia, ma contro l'inerzia e la viltà di uno Stato che continua a girarsi dall'altra parte.
La mappa della lotta
- 3: I casi ufficiali in Lombardia, una regione che continua a fare muro.
- 17: I cittadini che in tutta Italia sono riusciti a strappare il proprio diritto alla dignità grazie alla storica sentenza "Cappato/Antoniani".
La sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito requisiti e diritti precisi, eppure, senza una legge regionale o nazionale applicativa, i malati si scontrano regolarmente con i tempi biblici delle ASL, commissioni mediche che tardano a riunirsi e ostruzionismi clericali. Quattro mesi - da febbraio a maggio - sono un'eternità per chi vive in condizioni di sofferenza insopportabile.
Come ha giustamente ribadito il compagno Marco Cappato, tesoriere della Coscioni, una legge regionale è ormai "indispensabile per garantire quei 'tempi celeri' richiesti dalla Corte costituzionale". Non si può costringere chi soffre ad aspettare i comodi della burocrazia e i calcoli elettorali dei partiti.
Come Movimento Radicale - Movimento d'Azione, rilanciamo con forza e convinzione il nostro sostegno totale alla campagna per la legge di iniziativa popolare "Liberi subito" portata avanti dai compagni della Coscioni. La loro battaglia è la nostra battaglia.
Non si tratta solo di una vertenza giuridica, ma di un dovere morale, politico e civile:
Christian ha scelto per sé, liberamente, fino all'ultimo. La nostra azione politica continua oggi per tutti coloro che ancora non possono farlo, pronti a usare ogni strumento di lotta nonviolenta, referendaria e di disobbedienza civile per abbattere il muro dell'indifferenza istituzionale.
La libertà di scelta non può aspettare. Sostieni i compagni: firma e lotta con noi:
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