Movimento Radicale / Notizie / La condanna all'esilio per il fine vita di Lucia e la disobbedienza civile
Trieste-Zurigo, sola andata: il viaggio della vergogna per lo Stato italiano, l'ennesimo capitolo di una burocrazia cieca che si trasforma in tortura. Lucia aveva 80 anni, era triestina, e oggi, 3 giugno 2026, è morta in Svizzera. Ci è dovuta andare perché le istituzioni sanitarie della sua regione le hanno negato il diritto di decidere liberamente sul proprio corpo, condannandola a un esilio forzato per ottenere una morte dignitosa.
La malattia e il muro ideologico dell'ASUGI
Lucia era affetta da degenerazione cortico-basale, una rara e incurabile malattia neurodegenerativa progressiva che l'aveva privata di ogni autonomia, costringendola a dipendere totalmente dai suoi caregiver per qualsiasi attività quotidiana. Conviveva con dolori diffusi, spasmi continui e una corposa terapia farmacologica che non poteva essere interrotta senza provocarle sofferenze atroci. Nonostante la sua situazione rientrasse perfettamente nello spirito della sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale (caso Cappato/Antoniani), lo Stato ha alzato un muro:
Questa non è "difesa della vita". Questa è crudeltà di Stato.
Il coraggio del Soccorso Civile: domani l'autodenuncia
Di fronte al cinismo delle istituzioni, l'unica risposta parimenti forte resta la disobbedienza civile. Lucia non ha affrontato il viaggio da sola: è stata accompagnata in Svizzera da Matteo D'Angelo e Antonella Lauvergnac, attivisti di Soccorso Civile, l'organizzazione nata per l'aiuto aperto al fine vita guidata da Marco Cappato. I due disobbedienti civili hanno già annunciato che domani mattina, 4 giugno 2026, si recheranno alla Questura di Trieste per autodenuncerarsi, sfidando una legge ingiusta e anacronistica e rischiando fino a 12 anni di carcere.
Quando lo Stato abbandona i malati al dolore e all'attesa infinita, la disobbedienza civile smette di essere una scelta e diventa un preciso dovere morale. Accompagnare Lucia non è un reato, è un atto di fondamentale civiltà.
Il Movimento Radicale - Movimento d'Azione si schiera al fianco dei militanti della Luca Coscioni e del Soccorso Civile. Esigiamo:
Lucia ha finalmente trovato la pace che l'Italia le ha negato. A noi resta il dovere di combattere per fare in modo che sia l'ultima cittadina costretta a morire in esilio, per la libertà di scelta, fino all'ultimo istante.
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