Movimento Radicale / Notizie / Fine vita in parlamento: riforma vera, riforma fasulla o controriforma?

Il prossimo 3 giugno il Parlamento italiano tornerà a occuparsi di un tema tanto delicato quanto urgente: il fine vita. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale per la ripresa del dibattito è smorzato da un amaro senso di paradosso. Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, ha lanciato un monito chiaro: il rischio non è solo l’immobilismo, ma un vero e proprio passo indietro sul fronte dei diritti civili.
La discussione parlamentare si incrocia con tre diverse visioni legislative, con impatti radicalmente opposti sulla libertà individuale:
L’appello rivolto ai Senatori e alle Senatrici è un richiamo alla realtà del dolore e della dignità umana. Non si chiede semplicemente di "fare una legge", ma di farne una buona. "Serve una legge che rafforzi i diritti, non una che cancelli quelli che abbiamo conquistato e che aumenti le sofferenze.", scrive il compagno Marco Cappato. Il timore che Cappato esprime lo condividono i radicali ed i sostenitori del fine vita: che la politica, invece di colmare il vuoto normativo seguendo la scia della Consulta, decida di erigere nuovi ostacoli burocratici e ideologici. La data del 3 giugno rappresenta un bivio fondamentale.
Il Parlamento ha l’occasione di onorare la volontà di migliaia di cittadini e di dare certezze a chi vive in condizioni di sofferenza insopportabile. Resta da vedere se prevarrà il coraggio di ampliare le libertà o la volontà politica di restringere un perimetro di diritti già faticosamente tracciato dai tribunali.