Movimento Radicale / Notizie / Dal carcere di Parma e dalla nuova sede di Roma i compagni di Nessuno tocchi Caino contro la pena corporale e l'ergastolo bianco
Mentre a Roma si celebrano le istituzioni, nelle carceri italiane si consuma ogni giorno la carneficina del diritto. I compagni di Nessuno tocchi Caino continuano a presidiare l'unica frontiera che la politica della distrazione di massa preferisce dimenticare: quella degli ultimi, dei reclusi, dei corpi violati dallo Stato. A ricordarcelo, con la consueta forza lucida e militante, è la compagna Elisabetta Zamparutti, che su Facebook ci fa sapere del laboratorio Spes contra spem tenutosi proprio oggi all'interno del carcere di Parma. L'iniziativa ha reso i detenuti partecipi di un momento di profonda rinascita e speranza: l'inaugurazione, avvenuta lo scorso 19 maggio, della nuova sede di Nessuno tocchi Caino in via della Panetteria 15 a Roma, luogo che non è solo un ufficio, ma un quartier generale per la resistenza civile.
La fotografia del collasso penitenziario
- Muffa nelle celle: Ambienti insalubri dove vengono stipati anche i malati più gravi.
- Cure negate: Diagnosi mediche che cambiano da un istituto all'altro sullo stesso detenuto, bloccando terapie vitali.
- Isolamento crescente: Giornate trascorse sempre di più a porte chiuse, azzerando ogni barlume di rieducazione.
Quello che emerge dai racconti dei compagni a Parma è un quadro drammatico, che smentisce nei fatti la nostra Costituzione. Il carcere in Italia sta regredendo a mera "pena corporale". Non c'è traccia di reinserimento quando un malato di tumore viene abbandonato in una cella umida e con le pareti coperte di muffa, o quando la burocrazia sanitaria penitenziaria produce cartelle cliniche divergenti a ogni trasferimento, traducendosi nell'impossibilità di ricevere cure adeguate.
La realtà quotidiana del detenuto oggi è fatta di tempo vuoto, trascorso per la stragrande maggioranza della giornata rinchiusi tra quattro mura. È un grido di dolore silenzioso, soffocato dalle mura di cinta e dall'indifferenza dei palazzi del potere.
Di fronte a questo orrore quotidiano, la risposta dei compagni di Nessuno tocchi Caino non è il risentimento, ma l'azione e la speranza contro ogni speranza (Spes contra spem). In ogni laboratorio, in ogni visita ispettiva, in ogni firma raccolta, c'è un filo rosso invisibile ma indistruttibile che ci lega. È il tentativo riuscito di fare della mancanza di Marco Pannella una presenza viva, pulsante, che continua a dettare l'agenda della lotta nonviolenta per la giustizia e lo Stato di Diritto. La nuova sede di via della Panetteria è luogo da cui riparte la lotta radicale per l'amnistia, l'indulto e la fine della tortura di Stato.