Movimento Radicale / Notizie / 12 maggio: ricordiamo le conquiste del passato e Giorgiana Masi
Ci sono date che segnano il DNA di una comunità politica. Per noi radicali, il 12 maggio è il giorno in cui la storia ha mostrato i suoi due volti: quello della luce, con la storica affermazione laica del referendum sul divorzio nel 1974, e quello dell'ombra, con l'uccisione di Giorgiana Masi nel 1977. Oggi onoriamo la sua memoria non come un esercizio di retorica, ma come un impegno vivo per la verità e per le libertà civili.
Il 12 maggio 1977 Giorgiana Masi aveva solo diciannove anni. La sua colpa fu quella di essere in piazza per celebrare i diritti e protestare contro il restringimento degli spazi democratici. Quel colpo di pistola su Ponte Garibaldi non ha mai trovato un colpevole nelle aule di giustizia, ma ha trovato una casa nella memoria collettiva radicale.
Ricordare Giorgiana oggi significa ricordare perché la nostra lotta per lo Stato di Diritto e per la trasparenza delle istituzioni è più attuale che mai. Significa legare quel sacrificio alla vittoria referendaria del 12 maggio 1974, quando il Paese scelse la libertà individuale contro il dogmatismo, scegliendo di difendere la legge Fortuna-Baslini, che aveva legalizzato il divorzio.
Ecco come i diversi gruppi della Galassia Radicale oggi onorano questa giornata di memoria e mobilitazione.
Ponte Garibaldi: Il presidio della memoria
I militanti di vari gruppi radicali - Partito Radicale, Radicali Italiani, Nessuno Tocchi Caino, Più Europa ed Europa Radicale - saranno, come ogni anno, sul luogo dell'uccisione, per una deposizione floreale e un momento di riflessione sulla necessità di una riforma della giustizia che non lasci mai più delitti senza verità.
Radio Radicale: la voce della storia
La programmazione odierna è un viaggio nei documenti dell'epoca per dare voce a chi non l'ha avuta:
Il 12 maggio non è una ricorrenza statica. Mentre ricordiamo il sorriso di Giorgiana e la gioia della vittoria del '74, il nostro pensiero va a chi oggi, con il proprio corpo, porta avanti iniziative nonviolente. Dagli scioperi della fame per la legalità nelle carceri alle mobilitazioni per i nuovi diritti, il cammino iniziato su quel ponte continua. Giorgiana Masi vive nelle lotte di chi non si rassegna.